Chiunque abbia mai avuto a che fare con la fotografia pubblicitaria legata al cibo, sa che spesso quello che si nasconde dietro allo scatto è tutt’altro che commestibile,

Si chiama Food Styling, la preparazione del cibo per la camera (e per lo scatto). Lo scopo è renderlo appetibile, far venire l’acquolina in bocca. Qualsiasi mezzo è lecito, pur di raggiungere lo scopo. E così i cereali vengono immersi in colla vinilica (al posto del latte) e la vernice flatting diventa lo sciroppo che cola dai pancakes…  Non proprio da acquolina in bocca, quando sai la verità. 

Altro esempio sono i fantastici panini dei fast food… Fantastici visti in foto… meno fantastici quelli che poi ti consegnano al banco. 

Ma esiste un modo per esaltare il prodotto senza ingannare il cliente? Qualcosa che non deluda una volta aperta la confezione? 

Questo è quello a cui mi dedico da oltre dieci anni e posso rispondere con certezza che sì, si può. Ma bisogna avere una conoscenza dei prodotti e delle tecniche che non tutti hanno.  Questa conoscenza permette di realizzare opere meravigliose, spesso replicabili con gli stessi risultati anche dai consumatori a casa. 

Uno dei tanti clienti con cui ho collaborato è Fumagalli Salumi. Con 12 dei loro prodotti ho realizzato 12 piatti-scultura che sono stati fotografati tal quali, senza trucchi e senza “aiutini”… non ce n’era bisogno. 

Il prodotto è stato messo al primo posto… e si vede! 

Altro altro grande vantaggio di questo tipo di comunicazione pubblicitaria è che rende il prodotto il vero protagonista del messaggio; non, come spesso avviene, una comparsa in una storia che racconta altro. 

 

 

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